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I Rapaci funzionano da Sentinelle per avvertire della presenza di Sostanze Chimiche Eternalmente Persistenti (PFAS)

  • 1 day ago
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Una nuova ricerca indaga come i rapaci, ovvero uccelli predatori come falchi e aquile, agiscano come specie sentinella in grado di rivelare i livelli di sostanze chimiche "eternamente persistenti" nell'ambiente locale. Queste sostanze chimiche, note come PFAS, risultano particolarmente elevate nelle specie che si nutrono di pesci.



La revisione intitolata “I Rapaci come Sentinelle: Rivelare i Rischi Ambientali e Sanitari della Contaminazione da PFAS”, fornisce un'analisi completa dei dati scientifici attuali sui PFAS, contaminanti ambientali persistenti che preoccupano a livello globale. Grazie alla loro resistenza alla degradazione, il corpo non è in grado di scomporle e si accumulano nel tempo. Gli studi suggeriscono che le sostanze chimiche PFAS comportano rischi di tossicità e sono state associate a cancro, problemi riproduttivi e altre patologie.


Lo studio è il risultato di una collaborazione multidisciplinare che coinvolge diverse istituzioni internazionali, tra cui la Sbarro Health Research Organization (SHRO), l'Università Magna Graecia di Catanzaro e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, in partnership con vari dipartimenti accademici e centri di ricerca italiani di rilievo, come il gruppo di ricerca dell'ASL Foggia guidato dal Dott. Renato Lombardi. Questo quadro collaborativo integra competenze in oncologia, medicina veterinaria, tossicologia ambientale e scienze ecologiche, riflettendo un approccio completo e interdisciplinare allo studio dei contaminanti ambientali emergenti.


In quanto predatori apicali al vertice delle catene alimentari, i rapaci potrebbero rappresentare una specie sentinella altamente efficace per il monitoraggio della contaminazione da PFAS attraverso controlli e analisi regolari.


“Questa revisione rappresenta un passo avanti nella comprensione delle implicazioni globali della contaminazione da PFAS attraverso la lente One Health”, afferma Antonio Giordano, M.D., Ph.D., Professore presso la Temple University e Presidente della SHRO. “Identificando i rapaci come specie sentinella, rafforziamo le basi scientifiche per valutare sia i pericoli per l'ambiente sia i rischi per la salute umana.”


One Health è una campagna sostenuta dall'Istituto Superiore di Sanità italiano per promuovere un approccio olistico alla salute umana che tenga conto dell'impatto dei fattori ambientali.


“La convergenza di evidenze dalla fauna selvatica e dall'epidemiologia umana sottolinea l'urgenza di strategie regolatorie coordinate e basate su prove”, continua Giordano. “I nostri risultati evidenziano la necessità di sistemi di biomonitoraggio standardizzati e a lungo termine, capaci di informare politiche di protezione ambientale e di sanità pubblica a livello internazionale.”


Basandosi su dati globali, gli autori dimostrano la presenza diffusa di PFAS in molteplici tessuti dei rapaci, tra cui fegato, sangue, uova e piume. Le specie piscivore mostrano costantemente carichi contaminanti più elevati rispetto a quelle terrestri, riflettendo l'amplificazione negli ecosistemi acquatici. Tra questi composti, i PFAS a catena lunga "legacy", in particolare il PFOS, si biomagnificano in modo significativo e superano frequentemente le soglie tossicologiche proposte.


Le analisi temporali rivelano un quadro complesso dell'efficacia regolatoria: mentre i livelli di PFOS sono diminuiti in alcune regioni a seguito di restrizioni internazionali, rimangono elevati in molte popolazioni. Allo stesso tempo, i composti PFAS di sostituzione emergenti rimangono insufficientemente caratterizzati, sollevando preoccupazioni su profili di contaminazione in evoluzione piuttosto che su una vera riduzione del rischio. I pattern tessuto-specifici identificati nella revisione indicano che uova e fegato sono matrici robuste per valutare il trasferimento materno e l'accumulo a lungo termine, mentre sangue e piume offrono alternative minimamente invasive per il biomonitoraggio.


Gli autori enfatizzano l'urgente necessità di programmi di biomonitoraggio standardizzati, multi-matrici e a lungo termine che integrino i rapaci con specie sentinelle complementari per migliorare la rilevazione di hotspot di contaminazione e la valutazione dei rischi ecologici e per la salute pubblica.


Le priorità chiave includono l'armonizzazione metodologica, l'espansione degli sforzi di monitoraggio in regioni sottorappresentate e indagini più approfondite sulla tossicocinetica specifica delle specie e sugli effetti delle miscele.


La revisione conferma infine i rapaci come sentinelle altamente efficaci della contaminazione da PFAS e sottolinea il loro valore come indicatori di allarme precoce per i rischi per la salute umana, evidenziando l'importanza di reti globali di monitoraggio coordinate per informare strategie di mitigazione basate su evidenze e politiche regolatorie.


Credits: Articolo pubblicato originariamente su Newswise


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