Rifiuti elettrici: rischi per la salute

Dopo l'anticipazione sul Mattino di Napoli dello studio del prof. Antonio Giordano riguardo l'identificazione dei rifiuti tossici rischiosi per la salute, ulteriori dati confermarno il rischio incombente sull'Italia e la Campania in particolare.


Nella quasi sterminata categoria di rifiuti, c'è infatti una voce spesso sottovalutata, ma che ha un elevato tasso negativo di incidenza sulla salute umana.

Si tratta dei rifiuti elettronici, dai grandi e piccoli elettrodomestici alle apparecchiature informatiche, dai giocattoli ai distributori automatici, che sono spesso buttati via senza tener conto degli effetti che producono.


Rientrano questi in una categoria sintetizzata con l'acronimo RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, in inglese e-waste).


Il professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia e promotore della Human Health Foundation di Spoleto, sull'argomento specifico afferma: "Le norme esistenti, anche a livello europeo, impongono ai produttori e distributori responsabilità precise sullo smaltimento di questi rifiuti, ma forse ci vuole maggiore attenzione nell'attuazione delle stesse.


In molte regioni d'Italia" - prosegue Giordano - "e in Campania in particolare, non è raro trovare cumuli di rifiuti elettronici abbandonati, con seri rischi connessi alla salute. Essi, infatti, contengono sostanze tossiche per l’ambiente e quindi anche per la salute pubblica, come rame, acciaio, alluminio, piombo e mercurio".


Recentemente è stata promossa una campagna di sensibilizzazione sul corretto trattamento di questi rifiuti, dal Consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici (Ecodom) e Legambiente, con richiesta di segnalazione di abbandoni irregolari di apparecchiature elettriche. In questa prima edizione dell'iniziativa "Raeeporter", comuni cittadini hanno fotografato oltre 400 rifiuti in quattro mesi. Dopo la Sicilia e la Lombardia, la Campania è al terzo posto di questa triste classifica con ben 50 casi di smaltimento irregolare di questi prodotti nei 120 giorni di monitoraggio.


A sostegno delle parole del professor Giordano,bisogna comunque sottolineare come scrive il Centro coordinamento RAEE, che esiste una recente legge del 2010 (decreto 65 dell'8 marzo), che sulla responsabilità dei distributori sottolinea: "I distributori di cui all'articolo 3, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica od elettronica, in appresso AEE, destinata ad un nucleo domestico, assicurano il ritiro gratuito della apparecchiatura che viene sostituita.


I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite elettroniche, hanno l'obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili".


Da ricordare, infine, che rischi elevati per la salute sono anche, in larga misura, per chi lavora al riciclo di questi materiali, a causa delle polveri e dei materiali tossici contenuti dai prodotti stessi.

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