Ambiente e merito - Riscatto possibile
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Eppure, basta varcare la porta di un qualsiasi pronto soccorso di provincia o tentare di prenotare una mammografia di controllo per imbattersi in una realtà capovolta.
È il paradosso catturato dall'ultima rilevazione del ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia: con un punteggio di 209 punti, la Campania si attesta nelle posizioni di coda nella griglia dei Livelli essenziali di assistenza, distante dai vertici occupati da Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.
La domanda fondamentale è perché la conoscenza fatichi a farsi sistema.
Per oltre un decennio, la sanità regionale ha vissuto sotto la scure del piano di rientro e del commissariamento governativo. Il blocco del turnover ha congelato le assunzioni, prosciugato gli organici di medici e infermieri e impoverito la rete dell'assistenza territoriale. Il risultato è un sovraccarico strutturale dei pronto soccorso e un allungamento esasperante delle liste d'attesa che colpisce soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
A questa fragilità si intreccia un fattore che la medicina moderna non può più ignorare: l'impatto dell'ambiente sulla salute.
Gli studi epidemiologici del progetto "Sentieri" curato dall'Istituto Superiore di Sanità, uniti alle ricerche sui tossici ambientali, hanno documentato la correlazione tra l'esposizione cronica a inquinanti e l'aumento di patologie oncologiche e respiratorie nei territori segnati da decenni di smaltimento illecito di rifiuti. Bonificare un sito contaminato non è solo un atto di risanamento ecologico, ma un intervento di prevenzione primaria capace di salvare vite prima ancora dell'accesso in ospedale.
È il cuore del paradigma One Health, che considera la salute umana, animale e ambientale come un unico ecosistema interconnesso.
Per capovolgere questa situazione serve applicare il rigore del metodo scientifico alla governance sanitaria, dando corpo alle direttive sulla medicina di prossimità previste dal Decreto ministeriale 70 del 2015 e dagli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Ma la vera leva strategica risiede nel capitale umano.
Se le strutture si finanziano con le risorse economiche, l'eccellenza si edifica selezionando i professionisti esclusivamente sulla base del merito, delle pubblicazioni scientifiche e della capacità gestionale, affrancando la sanità da logiche di consenso o appartenenza politica.
I 209 punti del Ministero non sono un verdetto definitivo, ma una reazione di innesco. Se la Campania saprà coniugare la forza della sua ricerca, la tutela del territorio e una rigida cultura del merito, la sua sanità potrà trasformare un lungo periodo di sofferenza nella più straordinaria storia di riscatto e rinascita scientifica del Mezzogiorno.
Articolo a cura del professor Antonio Giordano per la prima pagina de Il Mattino
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