Anche i Cinesi investono sui cervelli Italiani












L'European Brain Research Institute (EBRI), fondato dal premio Nobel Rita Levi Montalcini, che ha quasi rischiato la chiusura per mancanza di fondi, sara' finanziato per i prossimi cinque annidall'azienda di biotecnologie cinese Xiamen Biotech LDT per un importo complessivo di circa due milioni di euro.


In sostanza, nei giorni scorsi, e' stato siglato un accordo che vedra' la Cina e l'Italia collaborare sulle potenziali applicazioni del Nerve Growth Factor (NGF), nelle patologie cerebrali, nell'Alzheimar, ma anche nei settori della dermatologia e dell'oculistica.


La scommessa cinese parte, dunque, dal fattore di crescita del tessuto nervoso scoperto dalla Montalcini e punta sulle sue applicazioni terapeutiche. "Mi fa piacere verificare che si investa su cervelli italiani" ha commentato la notizia il professor Antonio Giordano "ma constato con amarezza che il nostro Paese, anche in questo caso e, nonostante le garanzie di finanziamento da parte della Regione Lazio, non riesca a puntare unicamente sulle proprie risorse. La situazione che osservo quotidianamente dal mio laboratorio di Philadelphia e' quella di tanti giovani brillanti costretti ad emigrare all'estero per trovare risposte concrete ai propri sogni.


Molte le idee scientifiche interessanti sacrificate per mancanza di fondi, tante quelle sviluppate all'estero, unico il paradosso: l'Italia investe nella formazione dei giovani, come e' giusto che sia, per poi vederli andare andare altrove nel momento in cui sarebbero maggiormente in grado di produrre.


Questa situazione, nonostante tutto, mi ha spinto dopo oltre 20 di lavoro negli Stati Uniti, a non mollare e a mettere a disposizione del mio Paese le importanti esperienze acquisite negli anni.


Con l'aiuto finanziario del Presidente della Banca Popolare di Spoleto, Giovannino Antonini, ho deciso di fondare, in Umbria, la Human Health Foundation Onlus. Il tentativo e' quello di provare ad invertire una drammatica tendenza perche' rinunciare a "puntare" sul tavolo della competitivita' tecnologica, della ricerca e della innovazione significa perdere la sfida del futuro".

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