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Il cuore, un organo enigmatico

  • 12 minutes ago
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Il cuore non è soltanto il muscolo incaricato di far circolare il sangue: è un organo affascinante, caratterizzato da una complessità biologica sorprendente.


Secondo studi recenti, avrebbe adottato una strategia evolutiva estrema per garantire la propria sopravvivenza.


A differenza di molti altri tessuti che si rigenerano di continuo, il cuore ha praticamente “abbandonato” la divisione cellulare. Questa scelta risponde a un motivo fondamentale: limitare il più possibile gli errori genetici che potrebbero dare origine a tumori. Non a caso, il cancro primario del cuore è un evento talmente raro da essere quasi inesistente.


Il prezzo da pagare per questa sorta di immunità è però molto elevato: quando il cuore subisce un danno, non è capace di recuperare completamente. È un organo che ha privilegiato la stabilità e la regolarità del proprio ritmo rispetto alla capacità di rigenerarsi.


Ma le peculiarità del cuore non si esauriscono nel suo funzionamento cellulare. Al suo interno si trova infatti una sorta di “secondo cervello”: circa 40.000 neuroni.

Queste cellule nervose non sono affatto superflue. Esse raccolgono ed elaborano segnali, rispondono agli stimoli e inviano messaggi complessi al sistema nervoso centrale.


Il cuore, quindi, non si limita ad obbedire agli impulsi cerebrali ma ci comunica, influenzando le nostre emozioni, la percezione del dolore e il livello di calma.


L’indipendenza del cuore è tale che, in alcune condizioni, può continuare a pulsare anche al di fuori del corpo umano. Ciò accade grazie al suo sistema elettrico interno.


Il cuore è progettato per lavorare autonomamente: non ha bisogno di comandi esterni per generare ogni battito. Questa autonomia non è solo fisiologica, ma si riflette anche nel suo ruolo nella nostra vita emotiva. La stretta connessione tra i neuroni cardiaci e il cervello lascia intendere che l’espressione “cuore spezzato” abbia una base scientificamente concreta oltre che poetica.


Esperienze emotivamente devastanti possono trasformarsi in autentiche crisi fisiche, come accade nella sindrome di Takotsubo (o cardiomiopatia da stress), una condizione in cui un’emozione intensa può modificare temporaneamente la forma del ventricolo sinistro, simulando un infarto.


In definitiva, il cuore è un affascinante equilibrio tra stabilità biologica e profonda sensibilità emotiva: un organo autonomo e, allo stesso tempo, fondamentale per la nostra esperienza interiore.


Articolo scritto originariamente per la rubrica Medicina - Gli Highlights per Il Mattino

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