One Health: la salute si costruisce prima di essere curata
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Quando si parla di “One Health” si rischia di usare parole complesse per descrivere un’idea molto semplice: la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente è strettamente collegata. Non sono mondi separati, ma parti dello stesso sistema.

One Health non è una teoria astratta né uno slogan. È un modo diverso di fare prevenzione. Significa riconoscere che molte malattie non nascono nello studio medico, ma molto prima: negli allevamenti, nelle filiere alimentari, nell’uso degli antibiotici, nell’inquinamento, nei nostri stili di vita. Quando il medico incontra il paziente, spesso vede solo l’ultimo passaggio di una catena più lunga.
Pensiamo all’antibiotico-resistenza.
Un’infezione resistente che compare in ospedale è il risultato di anni di utilizzo di antibiotici in ambito umano e veterinario, oltre che nelle produzioni animali. È un fenomeno che attraversa confini geografici e settori diversi. La malattia individuale rappresenta l’esito finale di un processo collettivo.
Ecco perché la clinica resta fondamentale, ma non può essere isolata. Interviene quando il problema è già evidente. One Health punta ad agire prima: identificare i rischi, ridurli, prevenirli. Questo non indebolisce la medicina, la rafforza. Un medico può prendere decisioni più efficaci se conosce anche i fattori ambientali, alimentari e produttivi che influenzano la salute del paziente.
Un esempio è lo studio del microbiota.
Oggi possiamo descrivere con grande precisione i microrganismi presenti nel nostro corpo. Ma sapere “chi c’è” non basta se non capiamo perché è lì. Alimentazione, ambiente, uso di farmaci, qualità degli alimenti contribuiscono a modellare quell’equilibrio. Senza questa visione più ampia, il rischio è avere dati sofisticati ma poco utili per una prevenzione reale.
One Health promuove quindi la collaborazione tra medici, veterinari, esperti ambientali e professionisti del settore produttivo. Ognuno mantiene le proprie competenze, ma le integra con quelle degli altri. Non è una somma di saperi: è un cambio di prospettiva.
Ridurre One Health a un approccio solo clinico significa perdere la sua forza. Il suo obiettivo principale è prevenire, non soltanto curare. In un mondo segnato da crisi ambientali, globalizzazione delle filiere e diffusione delle resistenze antimicrobiche, pensare la salute come un sistema unico non è un esercizio teorico: è una necessità concreta.
La salute, in fondo, è davvero una sola. E proteggerla richiede uno sguardo capace di vedere le connessioni prima ancora delle conseguenze.
Articolo scritto originariamente per la rubrica Medicina - Gli Highlights per Il Mattino



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