Tumore seno: casi in aumento in Italia














In occasione della consegna del premio Confindustria "Napoletani eccellenti nel mondo" alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono stati annunciati dal Prof.


Antonio Giordano (Presidente della Sbarro Health Research Organization di Philadelphia, Professore di Anatomia ed Istologia Patologica all'Universita' di Siena e Presidente del Comitato Scientifico del CROM di Mercogliano) i risultati di un recentissimo studio realizzato da un equipe multidisciplinare del CROM, dell'Istituto Tumori di Napoli "Fondazione Pascale" e della Seconda Università di Napoli, composta da epidemiologi, chirurghi, radiologi, patologi clinici e genetisti.


Lo studio, già pubblicato online sulla rivista specializzata Journal of Experimental and Clinical Cancer Research, ha avuto il merito di "contare" per la prima volta i tumori al seno che si verificano in Italia. Finora, infatti, le uniche informazioni disponibili si basavano su una metodica di stima indiretta (denominata MIAMOD: modello di analisi di Mortalità-Incidenza), sviluppata sulla base dei dati di mortalità dell'ISTAT e sui dati di sopravvivenza dello studio EUROCARE.


I dati ottenuti dallo studio condotto dal team guidato dal Prof. Antonio Giordano rappresentano, invece, una fotografia più realistica della situazione italiana, essendo basati su fonti certe (le schede di dimissione ospedaliera), con una ridottissima componente di proiezioni statistiche e di stime matematiche.


Sorprendenti i risultati della ricerca, da cui emerge che nel solo anno 2005 i nuovi casi di cancro al seno sono stati 47.200 (+ 26,5% rispetto ai dati ufficiali che si fermavano ad una stima di 37.300 nuovi casi). Dal 2000 al 2006 il numero di nuovi tumori al seno si attesta su valori sempre superiori a 40.000 all'anno, con un trend in aumento: erano 41.608 nel 2000 ed in sei anni si è registrata una crescita del 13,8%. Nell'arco di tutti i sei anni considerati (2000-2005) nello studio, sono state eseguite nel nostro Paese 100.745 mastectomie e 168.147 quadrantectomie, per un totale di 268.892 interventi per tumore alla mammella.


Le importanti novità emerse dallo studio vengono sottolineate dal Dr. Prisco Piscitelli (epidemiologo e docente a Philadelphia per incarico della Sbarro Health Research Organization), che ha accetto di coordinare - sotto la guida di Antonio Giordano - l'equipe scientifica del CROM a titolo volontario per contribuire alla crescita della ricerca "made in Italy" e soprattutto in Sud Italia: "l'originalità dello studio consiste nell'aver esaminato le schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute, conteggiando il numero esatto di interventi chirurgici demolitivi (mastectomie) o conservativi (quadrantectomie) realmente eseguiti nelle sale operatorie italiane dal 2000 fino al 2005 (ultimo anno disponibile per la consultazione)".


"Poiché questo tipo d'interventi si esegue esclusivamente per asportare il tumore della mammella", spiega il Dr. Prisco Piscitelli, "abbiamo potuto calcolare in maniera molto affidabile e vicina alla realtà il numero di nuovi casi di tumori al seno che ogni anno colpiscono le donne italiane".















"Ma c'è di più", prosegue il Prof. Antonio Giordano, "lo studio del CROM mette in luce che il maggiore incremento percentuale del numero di nuovi tumori al seno si riscontra nelle donne di età compresa tra 25 e 44 anni (quasi 77 donne ogni 100.000 in questa fascia d'età, con un aumento del +28.6% in sei anni), una popolazione generalmente esclusa dalle campagne di screening mammografico".


"Ciò impone indubbiamente la necessità di considerare un abbassamento dell'età di esecuzione della prima mammografia, ma deve anche farci interrogare sulle cause che stanno determinando un così sorprendente aumento dei tumori al seno nelle donne più giovani, tra cui probabilmente vanno annoverate l'assunzione di estrogeni attraverso gli alimenti o preparati farmacologici, il fumo di sigaretta, l'inquinamento ambientale ed in particolare quello da diossina (cancerogeno di classe I che si deposita proprio nei tessuti grassi come il seno delle donne)".


Il Prof. Antonio Giordano, sottolineando la necessita' di reperire fondi per la ricerca sul cancro, ha riposto nelle mani del Presidente del Consiglio i risultati della ricerca e gli interrogativi che attendono rapide risposte da parte delle istituzioni deputate alla tutela della salute dei cittadini e delle donne in particolare, consegnando a Berlusconi anche un dossier sulle proiezioni demografiche negative del nostro Paese per i prossimo dieci anni, che rendono indifferibile l'adozione di programmi di sostegno economico alle famiglie, finalizzati ad incentivare la natalità.


Tra le varie battute riservate ai personaggi premiati non poteva mancare quella riservata ad Antonio Giordano che aveva già incontrato la sera precedente alla manifestazione del teatro San Carlo :«Quest'uomo è terribile - ha detto il premier al momento della consegna del premio - ieri sera ha cercato di strapparmi un finanziamento...non è detto che non ci sia riuscito. Credo che sia assolutamente importante dare un sostegno alla ricerca sul male del secolo. Gli faccio tantissimi complimenti. È molto bello che chi come lui ha una faccia da scugnizzo è in giro per il mondo a fare cose molto serie».

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